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Alta velocità. Fermate a Chiusi. Politica del Trasimeno, tutta, se ci sei, batti un colpo! Successo di lettori e dialogo con stampa e amministratori toscani dopo gli articoli del Corriere Pievese e dell’Ora del Trasimeno.

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Una volta erano solo le riunioni o le manifestazioni più o meno numerose e partecipate a determinare il successo di una iniziativa pubblica e politica. Ora a misurare la condivisione di una linea politica o soprattutto di una proposta che riguarda una comunità ci sono anche i “mi piace”, le “condivisioni “ su facebook e le letture e i commenti sulle pagine web.

Se allora prendiamo questi criteri ultimi come metro di misura della condivisione della proposta lanciata dal Comune di Chiusi per ottenere alcune fermate dell’Alta Velocità nella locale stazione ferroviaria, anche alla luce di alcuni importanti investimenti che si stanno realizzando, dobbiamo dire che anche nella nostra Umbria confinante c’è grande interesse e partecipazione.

Non è nostro costume rinvangare il passato più o meno prossimo come per esempio, tornare sulla proposta della stazione “Media Etruria”. Sarebbe comunque, in tempi in cui la divisione non incida più di tanto, riprendere il discorso degli investimenti pubblici necessari in questa zona, anche per attrezzare meglio le imprese, oltre che per realizzare servizi ed opere pubbliche.

Ora invece ci interessa contribuire ad ottenere un risultato che sembra essere alla portata di questa nostra area vasta di confine. Dicevamo che il consenso dei lettori è stato evidente e significativo. Ed interessante anche il dialogo avviato dal sindaco di Chiusi, Bettollini, come le prese di posizione anche se con l’alfabeto della rete, dell’assessore Micheletti e del consigliere regionale umbro Chiacchieroni, come il rilancio fatto da Primapagina della lettera di Pietro Spadoni, figura storica del socialismo umbro negli anni ottanta e novanta, gli interventi del consigliere comunale Chionne e dell’ex sindaco di Città di Castello Orsini.

Quella che ancora non si è sentita è la voce della politica del Trasimeno. La voce dei Sindaci, la voce dei Comuni, la voce dell’Unione dei Comuni reduce da un appuntamento che è stata una investitura, ci si augura non a senso unico e non solo amministrativa e gestionale. Ma ancora non si è sentita nemmeno la voce dei partiti. Del partito di maggioranza quasi assoluta quale ancora oggi è il Pd, come quella delle forze politiche di opposizione. La Lega Nord che si sta attivando nel comprensorio, il M5Stelle che è attivo da diverso tempo nelle singole realtà. Per non citare le associazioni e le organizzazioni di categoria e professionali.

Cosa ne pensano? Della proposta, delle prese di posizione recenti del Consiglio regionale umbro, delle politiche dei trasporti a livello regionale e interregionale? E così via dicendo. Senza ricordare il valore strategico delle infrastrutture e dei servizi, non stiamo parlando di noccioline, nemmeno da un punto di vista solamente contabile. Nell’ultimo assestamento di bilancio della Regione Umbria quasi la metà degli interventi, del cosiddetto “tesoretto” da 8 milioni, è andata al trasporto, sono andati ai problemi di  Umbria Mobilità. Ed altri soldi sono andati ancora una volta, a sostenere l’aeroporto di Sant’Egidio,  sempre lontano dagli standard minimi richiesti. Non sono questioni che riguardano solo Perugia o le altre città dell’Umbria. E se c’è una questione che riguarda la “Città del Trasimeno”, come quella di cui stiamo parlando, questa non riguarda solo gli otto comuni che la compongono, ma anche l’intera regione. Per una questione di qualità e di quantità. Non era questo che si diceva anche in occasione dei recenti “stati generali dell’Unione”? O abbiamo capito male?

Gianni Fanfano