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Alta Velocità. In Umbria confusione e divisione regnano sovrane! Il Comune di Perugia va per conto suo e i democratici locali lo seguono.

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Fino a qualche settimana fa la soluzione della Stazione per l’Alta Velocità fra Firenze e Roma, sembra non cosa fatta, ma almeno decisione presa. Mancava solo l’ufficialità del Governo, ma Regione Umbria e Toscana avevano già trovato un accordo per collocarla alle porte di Arezzo, frazione Rigutino per la precisione. A questa scelta portavano una serie di considerazioni economiche e tecniche della solita commissione preposta.

E questa scelta era stata cementata anche dalle prime iniziative che i tre presidenti, Marini, Rossi e Ceriscioli avevano preso in direzione della costituzione della “Macroregione” fra Umbria, marche e Toscana. Una scelta discutibile per due motivi, quella della scelta di Arezzo, la prima perché Arezzo è praticamente alle porte di Firenze e non si capisce quale utilità comporterebbe rispetto al bacino di utenza scoperto, la seconda perché l’ubicazione proposta dalle forze politiche ed economiche confinanti fra Umbria e Toscana, tra Ponticelli, Chiusi e Farneta, portavano ad un bacino di utenza maggiore e perché questa scelta avrebbe portato di conseguenza anche ad una definitiva sistemazione della viabilità fra Perugia e l’Autosole e la Direttissima, per fare uscire il capoluogo umbro dal sui atavico isolamento.

Poi la sconfitta al referendum delle riforme istituzionali e la successiva uscita del presidente Rossi dal Pd, hanno di fatto bloccato il percorso riformatore appena avviato.

Ora almeno a leggere le prese di posizione di alcuni ambienti politici umbri sembra che la confusione e la divisione si siano impossessati definitivamente delle sedi politiche ed istituzionali di questa regione di cui facciano, con sempre maggiori difficoltà, parte.

A muoversi per primi sono stati due consiglieri regionali del Pd, Leonelli e Smacchi. Il primo riveste tra l’altro anche la responsabilità di segretario regionale del PD. I due hanno chiesto alla Giunta Regionale di darsi una mossa di fare chiarezza sul problema, dando indicazione di marciare compatti verso la soluzione aretina.

Poi il giorno dopo sulla stampa è uscito il Comune di Perugia, per bocca della sua assessora ai trasporti, che dice “ noi perugini siamo tutti d’accordo, maggioranza ed opposizione , per lavorare perché l’alta velocità passi per Perugia con i Freccia Rossa e salti quindi l’ipotesi della stazione Media Etruria”.

Non sono chiari gli aspetti tecnici ed economici di questa uscita, ma una cosa è chiara il comune capoluogo, amministrato dalla destra, si sfila rispetto alle ultime posizioni della Regione. E rispetto a quelle posizioni si sfilano anche i democratici perugini. Ora va detto a proposito del Pd di Perugia, che negli ultimi tempi non ha mai contato molto, rimediando fra l’altro una sonora sconfitta elettorale proprio alle ultime comunali, e che ancora meno conterà dopo le vicende interne alla scissione ed al congresso imminente del partito, ma i segnali di confusione non sono mai buoni segnali.

Per la nostra zona, quella del Trasimeno, della Valdichiana Sud e dell’Orvietano, è comunque una ulteriore lezione. E’ urgente lavorare sugli interessi comuni, che travalicano i confini angusti delle vecchie, superate, burocratiche regioni nate alla fine degli anni sessanta del secolo scorso. Ma occorre fare presto. Prima che nelle stalle restino solo il poco fieno e la sola magiatotoia.