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Castiglione. Al via la 41esima Rassegna Internazionale del Folklore. Prima serata domenica 29 luglio

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(AKR) Presentata questa mattina in piazza Mazzini a Castiglione del Lago l’edizione numero 41 della Rassegna Internazionale del Folklore, il tradizionale e atteso appuntamento con la cultura popolare mondiale che quest’anno è dedicato al Mediterraneo e alla fratellanza tra i popoli, in occasione dell’Anno Europeo del patrimonio culturale.

Organizzata dal Gruppo Folkloristico Agilla e Trasimeno dal 1978, la rassegna è un evento tra i più significativi in Umbria e favorisce, per tradizione, l’incontro di gruppi provenienti da ogni angolo della Terra. Agilla e Trasimeno per il 2018, Anno Europeo della cultura, ha promosso il progetto “Mediterraneo, un mare per l’incontro tra i popoli: un solo mare, un mondo di culture”, consolidando i valori che hanno sempre contraddistinto l’associazione culturale castiglionese. Il Mediterraneo come punto d’incontro tra Nord e Sud del mondo, tra popoli che vogliono conoscersi meglio e aspirano alla pace. «Dal punto di vista culturale – spiega Giancarlo Carini, inossidabile presidente di Agilla e Trasimeno – il Mediterraneo possiede da sempre una vocazione direi immutabile: rappresenta più che sé stesso le terre che lo circondano, cuore della cultura occidentale in tre continenti, Europa, Asia e Africa. Proprio perché le popolazioni del Mediterraneo hanno voglia di conoscersi e non temono gli scambi interculturali noi, come organizzatori, vogliamo dare un senso a questi concetti. Abbiamo invitato ben 5 gruppi, sui 7 totali, provenienti da Paesi bagnati dal Mediterraneo: si tratta dei turchi della “Oyun Yeri Folklore Association” di Istambul, del “Kud Jedinstvo” di Spalato (Croazia), del gruppo “Aluminium” di Podgorica (Montenegro), della “Compañia de danza Jose Soriano” di Alicante (Spagna) e del gruppo “Ensemble El-Beheira Folk” di Damanhur in Egitto. Gli altri gruppi presenti provengono dall’Ucraina, il “Volynyanka” di Lutsk, e dalla Nuova Zelanda con il gruppo “Te Rina Hirini”. Ringrazio per la collaborazione il Comune di Castiglione del Lago, “Arte e Sostegno”, la Confraternita di San Domenico, il “Laboratorio del Cittadino”, l’Avis, “Progetto Donna”, la Regione Umbria, la Camera di Commercio e tutti gli sponsor».

Un’altra bella novità dell’edizione 2018 è l’abbinamento con la cultura gastronomica dei Paesi che ha visto l’adesione entusiastica di quattro ristoranti del centro storico castiglionese: Osteria Calandrino, Ristorante L’Acquario, il Caffè Latino e il Ristorante La Cantina. «All’interno del loro tradizionale menu – ha spiegato Carini – i 4 ristoranti hanno inserito un piatto da loro creato dedicato a 4 Paesi mediterranei, anche modificando piatti tipici, con contaminazioni locali». Calandrino presenta il “Torly” egiziano, una delle ricette più diffuse lungo il Nilo a base di pesce, in questo caso la spigola insieme alle verdure e ai legumi, dando vita ad un secondo piatto davvero saporito. L’Acquario presenta il “Karniyarik” turco, melanzane ripiene al forno che fonde la tradizione culinaria occidentale con quella ottomana in un piatto molto mediterraneo accompagnato dall’Ayran, tipica bevanda dissetante e salutare. Al Caffè Latino si potrà gustare la tipica “Carpa del lago di Scutari con byrek” piatto che rappresenta il Montenegro che ha una tradizionale cucina che risente delle influenze istriane, veneziane e ottomane. Infine La Cantina propone un’originale “Paella” spagnola, modificata con olio extravergine locale, pesce del Trasimeno, zafferano pievese e tante verdure degli orti castiglionesi.

«Agilla e Trasimeno rappresenta perfettamente la nostra identità e la nostra tradizione – ha dichiarato Ivana Bricca assessore alla cultura di Castiglione del Lago – con una storia, evidenziata dalle 41 edizioni ininterrotte dal 1978 a oggi, che significa merito, competenza, impegno. In una rassegna tradizionalmente votata a favorire l’incontro e l’amicizia tra i popoli, nel 2018, anno europeo della cultura, Agilla e Trasimeno ha giustamente preparato un progetto centrale e importantissimo, dal grande significato in questi anni dedicato al Mediterraneo mare fondamentale nella cultura europea e occidentale, una cultura che si è sviluppata attraverso le contaminazioni».

Si comincia domenica 29 luglio nella splendida cornice della Teatro della Rocca che è sorto e si è sviluppato anche su impulso di Agilla e Trasimeno nell’ormai lontano 1978 ed è poi diventato luogo suggestivo per ogni forma d’arte: dal teatro, alla musica di ogni genere, per passare alla danza classica e moderna fino al cinema: il settimanale “TV Sorrisi e Canzoni” ha inserito il Teatro della Rocca di Castiglione del Lago tra i 10 migliori cinema all’aperto d’Italia. Il festival negli anni ha acquisito grande fama anche in virtù della formula originale e della sempre elevata qualità degli spettacoli, ritagliandosi il ruolo di principale manifestazione del genere in Umbria e tra le più importanti in Italia: in 40 anni oltre 340 gruppi provenienti da ogni parte del mondo sono giunti a Castiglione del Lago, testimoni del loro territorio e delle rispettive tradizioni. La Rassegna ha fatto incontrare anche gruppi provenienti da paesi in conflitto tra loro, per sottolineare il messaggio di pace attraverso la pratica concreta della cultura dell’amicizia e della comprensione.

Il prologo della rassegna è organizzato dall’associazione “Arte e Sostegno” sabato 28 alle ore 17:30 nei giardini delle Scuole Secondarie in via Buozzi: un pomeriggio con il coinvolgimento i giovani dei gruppi folk e dedicato all’arte della ceramica con una divertente prova di manipolazione della creta e la dimostrazione del maestro torniante Marco La Mincia. Anche quest’anno il giorno degli spettacoli ci sarà, dalle 11 alle 12 la tradizionale anteprima con il saluto delle autorità a Palazzo della Corgna e la sfilata per le vie del centro con una breve esibizione dei gruppi che saranno di scena la sera.

Domenica 29, con inizio alle 21,15, si inizia con l’esibizione del gruppo neozelandese “Te Rina Hirini”. L’elevata diversità geografica della Nuova Zelanda, nonché la grande varietà culturale con le sue numerose influenze, tra cui inglese, australiana, americana e maori, creano un’atmosfera sorprendente e unica, che l’Ensemble Te Rina Hirini ci porterà sul palcoscenico: i maori vivono a stretto contatto con la natura e le loro profonde credenze sono presenti nei balli e nei canti che presentano.

Secondo gruppo di domenica sarà lo “Oyun Yeri Folklore Association” di Istambul. La musica popolare turca, tramandata di villaggio in villaggio attraverso il canto, è caratterizzata da sonorità particolari e riconoscibili che hanno anche influenzato i ritmi su cui si sono create varie danze che rispecchia- no ognuna le peculiarità del territorio in cui hanno avuto origine. Pur riconoscendo elementi comuni nello stile e nel ritmo, ogni regione ha la propria danza che rappresenta tradizioni e aspetti culturali autoctoni. Nell’Anatolia centrale, ad esempio, si ballano l’halay e la danza del cucchiaio, mentre tipica della Tracia è la karsilama, di origine balcanica, anche conosciuta come danza dell’accoglienza.

Si esibiranno poi i croati del Kud Jedinstvo” di Spalato. Fondato nel 1919, è una delle più antiche e più belle compagnie artistico-culturali della Croazia. La sezione folcloristica dell’ensemble contemporaneo fu fondata all’interno del KUD negli anni 50 del secolo scorso. La Società riunisce giovani di vari interessi e aree educative, ma con una comune passione per il folklore. Grazie alla qualità delle loro prestazioni si sono esibiti sui palcoscenici di molte città europee, così come sui palchi del Nord America, Australia, Africa e Asia, ricevendo importanti premi e riconoscimenti. Con la varietà delle sue coreografie l’Ensemble porta sul palco il folklore di tutta la Croazia.

Chiuderà la prima serata Il gruppo folcloristico “Agilla e Trasimeno” fondato nel 1957 allo scopo di mantenere vive alcune forme della cultura popolare e della civiltà contadina delle zone costiere del Lago Trasimeno. È composto da giovani di Castiglione del Lago, spinti dalla passione e dall’amore per il proprio popolo e le sue tradizioni. Il costume è quello semplice della gente delle rive del lago Trasimeno tra la fine dell’‘800 e i primi del ‘900. Le donne, strette in un bustino, hanno un grande fazzoletto sulle spalle e un grembiule in vita; gli uomini si presentano con panciotto e pantaloni fermi al polpaccio sostenuti da un’alta fascia in vita. Le musiche, i canti e i balli sono espressione e commento dei momenti più significativi della vita contadina, molto legata ai cicli naturali e alle stagioni: la vendemmia, la raccolta del grano e la trebbiatura. Le musiche eseguite con strumenti tradizionali quali fisarmonica, cembalo, chitarra, clarino, organetto e contrabbasso, fanno da accompagnamento per gli altrettanto tipici balli come: Sor Cesare, Punta e Tacco, Trescone, Lo Schiaffo e La Manfrina.

Il secondo appuntamento è fissato, come tradizione ultradecennale, il giorno di Ferragosto.