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Comune unico della Valdichiana. Il “post” di Bettollini fa discutere. Cosa ne pensano Scricciolo e Batino La proposta «Comune Unico della Valdichiana: Chiusi, Città della Pieve e Castiglione» =

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( Rassegna stampa)dalla Nazione  Umbria del 05-05-2018

 «Comune Unico della Valdichiana». Chissà se potrebbe essere questo il titolo all’esito di una fusione tra questi tenitori. A buttarla la, con un post tra il serio e il faceto è stato niente meno che il sindaco di Chiusi, Juri Bettollini. Reduce dall’incontro nella patria del Perugino, organizzato dal Pd sul tema dell’Alta Velocità, il primo cittadino toscano ha preso mouse e tastiera e ha scritto: «Fusione dei comuni di Chiusi e Città delle Pieve? E anche Castiglione del Lago? Parliamone, l’idea a me incuriosisce. Forse più naturale un ragionamento con la Pieve, però si può riflettere. Non saprei. Gli amici della rete che ne pensano?». Seguito da una faccina sorridente e una goccia di sudore ad indicare, forse, la consapevolezza della curiosità che avrebbe generato.

Sotto una sfilza di commenti ma i primi che La Nazione è andata a cercare sono proprio quelli dei diretti interessati, i sindaci Sergio Batino di Castiglione del Lago e Fausto Scricciolo di Città della Pieve. E proprio Scricciolo raccoglie il tema arricchendolo di spunti, «Città della Pieve – spiega il sindaco pievese – ha con Chiusi i legami più profondi. I confini regionali, provinciali e comunali non sembrano aver mai rappresentato barriere nella vita delle persone che da sempre si muovono in modo naturale tra i due territori, per lavoro, per studio, per affetti, per svago. Non saprei se le abitudini possono essere lette come una volontà politica ma varrebbe sicuramente la pena approfondire la cosa».

Il sindaco Batino di curiosità sembra averne meno, Castiglione del Lago, che pure confina con Chiusi, è un Comune molto più grande e meno «omologo» rispetto agli altri due, «noi stiamo costruendo il Trasimeno ed è da questa posizione che ragioniamo con tutti, con la Valdichiana e comuni vicini del senese e dell’aretino, così come con Perugia e non differentemente da Marsciano. E sui problemi comuni e i temi condivisi come Trasimeno vogliamo parlare con tutti».

Eppure i Comuni più piccoli dalle fusioni hanno tanto da guadagnare: con contributi straordinari statali erogati per dieci anni successivi alla fusione (la legge di Stabilità per il 2018 ha previsto che tali contributi ammontino al 60% dei trasferimenti erariali attribuiti per l’anno 2010, fino a 2 milioni di euro); con la limitazione dei vincoli di finanza pubblica; con agevolazioni in materia di assunzioni di personale e infine, con contributi regionali.

Ecco alcuni pareri raccolti sul tema

Maria Luisa Alberati. Insegnante. “Con Citta della Pieve il discorso è logico. Ricordo che anche in passato qualche amministratore aveva prospettato questa possibilità”

Fabio Roncella.  Sindaco di Montegabbione “Da noi, nell’Alto Orvietano, i promotori dell’unica fusione che è stata tentata fino ad ora in Umbria sono stati sonoramente bocciati dai cittadini”

Rodolfo Barbanera.  Impiegato “Molti castiglionesi si sentono emarginati dalla regione Umbria, le due sponde della vai di Chiana sono molto più affini che differenti”