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Da San’Agostino, allarme, preoccupazione e volontà di partecipazione sull’impianto di San Donnino. Affollata assemblea organizzata dal Gruppo Ecologista il Riccio e dal Comitato No Biomasse di Fabro a Città della Pieve.

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L’argomento  impianto biomasse di San Donnino comincia ad allargare il campo delle persone interessate. Parecchia gente, sala quasi piena, nonostante il tempo inclemente. Molti anche i cittadini non pievesi. Del resto come è stato detto, i problemi dell’ambiente abbattono ogni  confine. Ha aperto la giornalista pievese Cecilia Annesi che ha presentato un video su Alex Zanotelli che ha spiegato come il problema dei rifiuti e dell’ambiente in Italia sia diventato la sua nuova Africa, in particolare in Campania, ricordando come sia necessario “un salto di qualità da parte di tutti, altrimenti non ci sarà futuro”. Si è trattato, finché siamo stati presenti, va detto per completezza di informazione, di un confronto senza contraddittorio, anche se non per volontà dei promotori. Ora giovedì ci sarà la campana del Comune. Noi ci auguriamo che si possa arrivare ad un confronto diretto fra le diverse posizioni.

Riccardo Testa, presidente del Gruppo Ecologista il Riccio, ha ricordato i suoi trenta anni di lavoro e di impegno nel campo ambientale che è nato sulle vicende relative alla Centrale di Pietrafitta. Ha anche  ricordato la delicatezza e la particolarità del luogo dove avviene l’insediamento, cioè vicino ad un area particolarmente vocata dal punto di vista archeologico e vicina del Paglia che è già oggi vittima di un forte  squilibrio ambientale. Non sono stufette, quelle che si vanno ad attivare, come si è cercato di dire in giro ha ricordato Testa, Quelle che verranno bruciate nell’impianto sono 14 tonnellate al giorno di materiali, per undici mesi l’anno.

Il presidente del Comitato No Biomasse di Fabro, Moretti, ha raccontato l’esperienza vissuta, in precedenza dal Comitato, fino alla denuncia delle minacce giunte ad alcuni esponenti del Comitato stesso ed  ha approfondito il tema delle quantità di materiali che saranno necessari per far funzionare l’impianto.

L’avvocato  Valeria Passeri ha ricordato le dichiarazioni e gli impegni assunti dagli organismi internazionali sul dovere della partecipazione sui temi ambientali, citando le linee guida internazionali ed anche alcune normative  regionali. Ribandendo che in ognuno di questi casi c’è il principio che i cittadini debbono essere informati preliminarmente. L’avvocato Passeri ha anche ricordato che sono previste dalla legge delle modifiche agli impianti rispetto ai progetti approvati, ma che queste modifiche non riguardano la struttura ed il combustibile autorizzato,

Uno degli interventi più seguito ed applaudito è stato quello del dottor  Maurizio Venezi della Società medici per l’ambiente che è stato molto netto “dovremmo escludere il ricorso alle combustioni perché il materiale che si brucia non viene eliminato ma trasformato in una materia piu diluibile in atmosfera e quindi respirabile.”

“La parola giusta da usare in questi casi non è polveri sottili ma “particolato materico”, ovvero la materia che  bruciata ad altissime temperature che viene frammentata in parti molto piccole che non possiamo sapere fino a che punto di modificazione possono arrivare all’interno del corpo umano.

In definitiva per il Dott.Venezi, anche solo con la combustione di legna di cui non abbiamo e non avremo forse mai dati precisi, obbiamo applicare il principio di precauzione e prevenzione, cioè non autorizzare certi impianti.

Stanno infatti cambiando anche i parametri di misura e c’è molta incertezza sui controlli.Quali tipo di controlli possono essere fatti, quante volte, da chi? Chi può attivare il GSE? ( il Gestore dei Servizi Energetici deputato ai controlli preliminari e successivi)

E’ poi intervento il sindaco di Montegabbione Fausto Roncella che scherzando sulla sua sempre più assidua presenza a Città della  Pieve, grazie anche alle  vicende sanitarie, ha ricordato come le attuali centrali a biomasse che si stanno costruendo in Umbria sono il frutto della mancata realizzazione di un’unica centrale che si intendeva fare a Montegabbione di potenza notevolmente superiore. Bloccato quel progetto adesso si sta di fatto realizzando sostituendolo con la creazione di circa 80 centrali più piccole (come quella di San Donnino) che sommate danno la stessa potenza.  Roncella ha concluso dicendo che la legge è molto permissiva a riguardo di fronte all’iniziativa di un privato, ma in presenza dell’incertezza che regna sui controlli, sulle scappatoie che la normativa consente e sulle conseguenze di alcune emissioni circa i rischi alla salute,il principio di precauzione avrebbe dovuto portare il sindaco pievese a dire no.

Sono seguiti poi alcuni interventi del pubblico e l’impegno sollecitato da parte del Presidente del Gruppo il Riccio a partecipare all’assemblea indetta dal Comune di Città della Pieve per il prossimo giovedì 16 a Palazzo Della Corgna.