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“Donna vede Donna” – Nove fotografe al Museo della Pesca La mostra, allestita negli spazi espositivi del Museo della Pesca e del Lago Trasimeno di San Feliciano, rimane aperta fino al 29 dicembre

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Fino al prossimo 29 dicembre saranno gli spazi espositivi del Museo della Pesca e del Lago Trasimeno di San Feliciano ad ospitare la collettiva di opere fotografiche, corredate da versi poetici, dal titolo “Donna vede Donna”.

In mostra opere firmate da nove artiste che attraverso l’obiettivo colgono le molteplici sfaccettature femminili e mettono in risalto la dolcezza, la bellezza e la centralità sociale delle donne.

L’evento è coordinato da Marco Pareti e Stefano Fasi con la collaborazione di Marina Sereda e Graziella Mallamaci, all’interno dei progetti Trasimeno in Dialogo e Ars Cultura.
Donna vede Donna, di respiro internazionale, ha come sfondi distintivi il suggestivo lago Trasimeno e la bellissima Umbria, con qualche sporadica immagine ripresa fuori regione.
Le fotografe sono nove, amatoriali e professioniste, tra italiane, russe e albanesi: Sara Belia, Roberta Costanzi, Elena Kovtunova, Antonella Marzano, Lorena Passeri, Rita Peccia, Antonella Piselli, Anastasia Trofimova, Reinilda Zajmi. Le cinque autrici sono di origine italiana, russa e giapponese: Sara Belia, Naoko Ishii, Graziella Mallamaci, Mariapia Scarpocchi e Marina Sereda.
Gli elaborati sono stati creati e assemblati per la realizzazione di una mostra itinerante al femminile rivolta a tutti, adulti e bambini, soprattutto pensata per sensibilizzare i giovani, attraverso un messaggio positivo e gioioso, sull’importanza e la rilevanza della donna nella vita quotidiana e nei suoi molteplici ruoli

“La collettiva Donna vede Donna – 
ha sostenuto Marco Pareti in occasione dell’inaugurazione – non vuole essere un’esposizione competitiva di bravura tecnica e artistica delle fotografe e delle autrici, ma desidera sottolineare la femminilità da più e con più punti di vista, secondo la personale origine ed estrazione culturale e sociale”.Per la direttrice del Gal Trasimeno-Orvietano Francesca Caproni si tratta di una iniziativa di qualità che si inserisce a pieno titolo nella più ampia operazione in corso al Trasimeno di recupero delle tradizioni e delle storie locali.

“È un evento – 
ha commentato l’assessore alla cultura del Comune di Magione Vanni Ruggeri – che sa entrare in relazione con il territorio; un progetto di “cittadinanza consapevole”. C’è un diverso modo di essere fotografi tra uomo e donna – ha poi fatto notare: le donne hanno una particolare capacità di entrare in empatia con il soggetto che hanno di fronte”.
La mostra si avvale del supporto del GAL Trasimeno-Orvietano e del patrocinio del Comune di Magione con la collaborazione della proloco di San Feliciano, del Museo della Pesca e del Lago Trasimeno, di Sistema Museo, della Cooperativa Pescatori del Trasimeno, di Trasimeno in Dialogo e Ars Cultura.