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Elezioni regionali. Donatella Tesei “Umbria. Una terra fertile di floride contrade”

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 Rassegna stampa. Da Cityjournal.it del 29-09-2019 – Autore: Redazione

Alla città della Domenica di Perugia si è alzato
ufficialmente il sipario sulla campagna elettorale della candidata alla
presidenza della Regione Umbria, Donatella Tesei. Ai numerosissimi
intervenuti, candidati, amministratori, sostenitori e
simpatizzanti, Tesei ha presentato alcuni punti del suo programma
(che sarà interamente on line da mercoledì). A presentare la candidata,
invitandola a salire sul palco, è stato il sindaco di Perugia Andrea Romizi che
ha parlato della maturità dimostrata ogni giorno di più dagli amministratori
umbri di centro destra.

«La nostra campagna – ha affermato – non deve
accontentarsi di offrire una discontinuità, ma deve proporre una proposta seria
e credibile. E il programma del centro destra lo è. Un programma interpretato
da una donna, si sarebbe detto in passato, tutta di un pezzo, ma anche con un
forte lato umano. Noi umbri abbiamo una grande occasione, che non possiamo
perdere».

Ecco, di seguito, un sunto
dell’intervento di Donatella Tesei. Situazione, prospettive e obiettivi. La
sfida che abbiamo davanti è appassionante ed impegnativa. L’Umbria, oggi, è una
terra da cui spesso si va via. Vanno via le imprese, in fuga da una burocrazia
cieca e invadente. Vanno via i giovani, perché non trovano opportunità, i
migliori laureati formati nelle nostre università. La nostra è una terra dalle
potenzialità straordinarie, ma che è stata impoverita da decenni di politiche
sbagliate. Impoverita da chi ha preferito i finanziamenti a pioggia a una vera
programmazione, da chi ha pensato di vivere di rendita invece che sostenere
l’innovazione, da chi ha premiato gli amici anziché il merito. Impoverita da
chi ha tradito la fiducia dei cittadini, da chi non ha creduto nell’Umbria.
Questa non è l’Umbria che meritiamo. Ecco, io ho un’ambizione: che l’Umbria
diventi una terra che riporta a casa i propri giovani, che attrae i migliori
talenti, che le aziende scelgono per fare sviluppo, una terra a cui tutta
l’Italia guardi per la sua bellezza, la sua qualità della vita, le sue
opportunità. L’Umbria che meritiamo è prima di tutto questo: una terra che
torna a credere in se stessa. Ed è proprio per questo che ho accettato di
candidarmi alla guida della Regione: perché io credo nell’Umbria, credo nella
mia terra. Alcuni punti del programma. Territorio, agricoltura, cultura e
turismo. C’è un’espressione stupenda che più di ogni altra per me racconta il
DNA della nostra Regione. L’ha scritta, venti secoli fa, il poeta latino
Properzio, che, orgoglioso delle sue radici, cantava l’Umbria come una “terra
fertile di floride contrade”. Penso alla bellezza straordinaria delle nostre
valli, all’armonia tra uomo e natura che i nostri borghi incarnano, alla
spiritualità che trasuda. Bellezza spesso dovuta anche al lavoro di
conservazione del territorio da parte degli agricoltori, pedine fondamentale
per la nostra economia e per la tutela dell’Umbria. Dobbiamo saper
comunicare e promuove, anche digitalmente, la nostra terra attraverso una rete
da creare tra i comprensori, con un Brand Umbria, per avere un’offerta
turistica completa e di qualità. Un approccio dunque che da un lato prenda in
considerazioni le peculiarità delle diverse zone e dall’altro metta a sistema i
territori. Il tutto anche grazie ad un uso della Cultura che sia vero volano
per l’economia, una promozione dell’Umbria come “Terra della felicita`
– Land of Happiness” grazie ai suoi elementi di bellezza, cultura,
arte, prodotti enogastronomici, eventi. Infrastrutture fisiche. Per
permettere però l’accesso ai turisti sono necessarie le giuste infrastrutture,
collegamenti funzionali (alta velocità/aeroporto collegato con i vari territori
regionale) che riescano a far arrivare comodamente chi sceglie di visitare
l’Umbria. Infrastrutture che sono fondamentali anche per superare il nostro
atavico isolamento. Solo superando la miopia della passata programmazione regionale
riusciremo a dotarci di nuove infrastrutture che permettano di muoversi con
agilità, nell’ottica dello sviluppo e dell’attrattività turistica, chiaramente
tutelando il paesaggio. Infrastrutture digitali. Quando parlo di un territorio
connesso parlo certamente di infrastrutture fisiche, ma anche quelle
dell’ultradigitale. Proprio la rivoluzione digitale che sta correndo in
quest’epoca segna uno spartiacque con tutto il tempo precedente. Ogni
attività umana ne è sempre più coinvolta e definita, con processi di
trasformazione ed evoluzione di tanto radicale, individuale e generale portata,
che arrivano ad incidere profondamente gli stessi tratti identitari di
fondamentali sociali da sempre tipici. Una vera e propria rivoluzione, talmente
dirompente che gli ultimi studi pubblicati raccontano che, nei prossimi 5 anni,
muteranno radicalmente il 50-60% delle attività lavorative. E noi
dobbiamo essere pronti. Sviluppo. Credere nello sviluppo non vuol dire aprirsi
a un far west selvaggio e senza regole, né rinunciare alla tutela del
territorio. Credere nello sviluppo vuol dire semplificazione, digitalizzazione,
innovazione, vuol dire evitare una burocrazia che scoraggia le imprese e le
idee, vuol dire tornare a essere una terra attrattiva per progetti e
investimenti. Lavoreremo a una legge regionale per gli investimenti, che abbia
il carattere di una legge d’emergenza e preveda per particolari progetti e
tipologie di investimenti una “Fast Lane”, una corsia veloce che trasferisca le
autorizzazioni a un unico organo regionale quando l’iter delle pratiche non
dovesse avvenire entro tempistiche prestabilite. È il primo passo necessario
per una Regione business friendly, che sia magnetica per gli investimenti che
portano sviluppo. Giovani: innovazione, università, lavoro. Se vogliamo che i
nostri giovani tornino a scommettere sull’Umbria noi dobbiamo costruire le
condizioni perché questo accada. Ci sono due fronti che dobbiamo aggredire con
forza: produttività e innovazione. Dobbiamo rilanciare un’alleanza tra Regione,
Università e sistema produttivo per formare le competenze necessarie, per
sostenere la trasformazione digitale delle imprese, grandi e piccole, dobbiamo
rilanciare la competitività di un territorio che ha tutte le potenzialità per
competere ai più alti livelli. Oggi tutto questo passa necessariamente da
misure di supporto al sistema universitario e produttivo che stimolino lo
sviluppo di competenze e professionalità sul trasferimento tecnologico,
sull’innovazione di prodotto e di processo e sulla prototipazione. E poi
internazionalizzazione: dobbiamo aprire la nostra Regione ai migliori brevetti,
facendo scouting di innovazione a livello internazionale. Pensiamo quindi a una
Fondazione regionale che giochi questa sfida del trasferimento tecnologico. Sanità:
premiare il merito. L’Umbria che meriti è l’Umbria che premia il merito, in
ogni campo e settore. Per quel che riguarda la sanità voglio dirlo forte e
chiaro: con noi la politica sarà fuori dagli ospedali. Parlare di sanità vuol
dire parlare della salute dei cittadini, della sofferenza e della speranza. Per
questo abbiamo il dovere di impegnarci per dare risposte agli umbri e a offrire
loro i servizi e le cure che meritano. Abbiamo straordinarie professionalità.
Valorizzeremo chi merita e chi si impegna, senza guardare ai colori politici e
alle amicizie. Lavoreremo a razionalizzazione del sistema, puntando a
un’estensione degli orari della diagnostica, con l’obiettivo di ridurre
drasticamente i tempi e lo scandalo delle liste d’attesa. Ricostruzione E poi,
una promessa: non lasceremo soli gli abitanti di Norcia e di tutto il Nursino
che ancora soffrono per le ferite del terremoto. Non vi lasceremo soli, e non
permetteremo che questo governo vi lasci soli. E’ necessaria un’azione di
velocizzazioni e sburocratizzazione delle procedure per far sì che la
ricostruzione faccia un deciso scatto in avanti. Conclusioni. Questi sono solo
alcuni dei punti di un programma ampio che ha lo scopo di non lasciare indietro
nessun settore, nessun comprensorio, nessun cittadino. Chi mi conosce lo sa:
non sono una che promette qualcosa che non potrà realizzare. Nessuno qui ha la
bacchetta magica. Non vi posso promettere che dal 28 ottobre in un attimo tutto
cambierà. Ma quello che vi prometto è che dal 28 ottobre metterò tutto il mio
impegno, tutta la mia passione, tutte le mie competenze, tutta la mia capacità
di fare squadra a servizio della mia terra e di chi la vive. Sì, ci aspetta un
lavoro enorme. C’è una Regione intera da far ripartire, c’è un futuro da
ricostruire. Ma il lavoro non ci spaventa. E noi abbiamo una visione precisa. I
candidati, gli amministratori locali, i volontari, noi tutti siamo già al
lavoro per l’Umbria. Da qui si parte, con coraggio, con entusiasmo, con
passione, con decisione verso il 27 ottobre: perché dal 27 ottobre, in Umbria,
si cambia”.