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Il mercato dei fiori d’arancio scopre Piegaro In aumento le richieste di matrimoni presso l’Abbazia dei Sette Frati e il Museo del Vetro

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Il settore del “wedding” scopre la Valnestore. Il promettente mercato dei fiori d’arancio esplora il nostro territorio regionale, spingendosi negli angoli più nascosti, ma non per questo meno affascinanti.

E’ il caso di Piegaro dove sembrano essere sempre più gettonate, secondo quanto riferisce il vicesindaco Simona Meloni, le tre location messe a disposizione per pronunciare il fatidico sì: Museo del Vetro (all’interno del centro storico del capoluogo), l’Abbazia dei Sette Frati (a due passi da Pietrafitta) e infine la Sala del Consiglio comunale.

A fronte dei tre matrimoni civili celebrati lo scorso anno, quest’anno si è già giunti a dieci prenotazioni distribuite per lo più tra l’Abbazia e il Museo.

Da un anno a questa parte – osserva Meloni – notiamo un interesse crescente da parte del mondo dei wedding planner nei nostri confronti. Una tendenza che come Amministrazione comunale abbiamo assecondato, andando ad aggiungere al già collaudato Museo del Vetro la location dell’Abbazia dei Sette Frati, tra i beni architettonici più pregiati del nostro territorio”. Del resto il complesso, un’ex abbazia benedettina del XII secolo trasformata in residenza di caccia nel 1500 dalla famiglia Della Corgna, racchiude tutti gli ingredienti che possono rendere una cerimonia veramente unica: l’atmosfera medievale, un giardino officinale ricco di piante aromatiche e fiori, un antico refettorio e naturalmente una chiesa con cripta.

Celebrare matrimoni al di fuori dei classici contenitori istituzionali – dichiara Meloni – è una forma vincente per fare indirettamente promozione turistica. Ci dà infatti modo di mettere in luce le bellezze e le risorse del nostro territorio agli occhi di tante persone che potrebbero tornare poi da semplici turisti a visitarci”.

Piegaro punta dunque sul wedding, in perfetta linea con quanto si sta facendo a livello regionale, attraverso la messa a punto di nuove strategie di valorizzazione dell’Umbria quale terra non solo di spiritualità e di benessere, ma anche di romanticismo.