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Panicale. La Scuola Primaria incontra gli anziani della Residenza Protetta Nel progetto “Nonno raccontami i mestieri di un tempo. Le radici del nostro futuro”

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Un progetto dedicato allo scambio dei saperi tra nuove e vecchie generazioni è quello che, da due anni a questa parte, viene sviluppato dai bambini delle quarte e quinte classi della scuola primaria di Panicale in collaborazione con gli anziani della Residenza protetta “Olindo Brancaleoni”, per il quale, sabato 19 maggio scorso, si è tenuta la giornata conclusiva, con la presentazione dei lavori dell’anno scolastico 2017/2018. Erano presenti le famiglie dei bambini e degli anziani, la vice preside dell’Istituto comprensivo di Panicale-Piegaro-Paciano , Giselda Marina Bruni, il sindaco di Panicale Giulio Cherubini e il Direttore del Gal Trasimeno Orvietano Francesca Caproni.

Il percorso si è sviluppato attraverso la narrazione delle esperienze di un tempo, laboratori nei quali sono state fatte dimostrazioni pratiche e il rapporto, di grande valore sociale, tra bambini e anziani: i nonni, la loro vita, le loro tradizioni.

Il titolo del progetto “Nonno raccontami i mestieri di un tempo. Le radici del nostro futuro” contiene in sè il significato dell’interessante lavoro che è stato sviluppato dalle insegnanti e dai ragazzi che ascoltano i racconti dei nonni, rispetto alle attività tradizionali che si sviluppavano ai loro tempi nel territorio in cui vivono. Il ciabattino, il lattaio, il materassaio, la ricamatrice, le impagliatrici di fiaschi, le lavorazioni dei cesti di vinco e delle scope e anche altre figure che oggi non esistono più. I ragazzi oltre che ad imparare a conoscere i luogo in cui vivono e la sua storia, apprendono la possibilità di riscoprire queste antiche tradizione, sulle quali, una realtà rurale come la nostra potrebbe riaprire in chiave moderna alcune di queste attività costruendo un futuro che parte dalle nostre radici.

Una giornata quella di sabato mattina carica di emozioni regalate da un anno di lavoro, la cui sintesi è tutta contenuta nella mostra dei lavori allestita per l’occasione; oggetti antichi, dalle macchine da cucire agli strumenti di lavoro per il legno, il ricamo, le impagliature e così via, ai manufatti artigianali frutto dei laboratori, il tutto raccontato in un diario di bordo che testimonia, giorno dopo giorno, il lavoro dei bambini con i nonni. Alcuni ospiti della casa protetta, che ha ospitato l’iniziativa, sono proprio le figure che svolgevano a Panicale questi antichi mestieri, che sono state comunque supportati anche da altre figure esterne. All’iniziativa ha inoltre partecipato Antonio Rocchini autore del libro “ 1954 L’ultimo mondo contadino”, alcuni anziani del centro diurno di Panicale e alcuni rappresentanti del CSA di Panicale, i quali hanno supportato l’attività di progetto con incontri specifici su tematiche specifiche.

Il progetto è stato svolto in collaborazione con il servizio di animazione della cooperativa Seriana 2000, ed in particolare con l’animatrice Marilena Van Essen che insieme all’insegnante Lorena Rossi ha stilato il progetto e ne ha curato le varie fasi.

L’animatrice, inoltre, ha realizzato anche un filmato che documenta le varie fasi del percorso svolto dai bambini e dagli anziani.

Un progetto di grande valore per la scuola primaria di Panicale che mette insieme vari elementi, dalla narrazione alla solidarietà, dalla conoscenza del nostro passato allo scambio di saperi per non dimenticare, ma tramandare e che rende molto attrattiva la scuola primaria di Panicale, per la qualità e l’originalità dei progetti sviluppati.

Crediamo infatti che questi progetti e queste attività vadano ad arricchire e a qualificare l’attività didattica e formativa, che la scuola primaria di Panicale ha sempre cercato di portare avanti con professionalità e con la collaborazione di tutti i docenti, i bambini, gli anziani e gli animatori. Riconosciamo anche che il valore sociale di questi progetti sia una grande opportunità per l’offerta formativa dei bambini che già dalla loro giovane età possono apprendere l’importanza e il valore di stare insieme ai propri anziani.

La coordinatrice del progetto

Ins. Rossi Lorena