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Panicale. Sanità, Residenza protetta Olindo Brancaleoni più bella e più “umana”

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(Cittadino e Provincia). La Residenza Protetta “Olindo Brancaleoni” è più bella e ancora più “umana”. Merito del progetto “La bellezza che cura”, che ha visto gli operatori della struttura geriatrica di Panicale impegnati in un breve ma efficace laboratorio artistico sotto la guida della pittrice Rita Mangano.

Artista e studiosa di psicologia, Mangano ha al suo attivo una trentennale esperienza nel processo di umanizzazione degli ospedali. Ed ora è la volta della “Olindo Brancaleoni”, resa più elegante ed accogliente grazie ad una ventina di quadri che da qualche tempo impreziosiscono i suoi corridoi.

Gli autori sono gli stessi operatori della Residenza protetta che, ispirandosi allo stile di Mangano, hanno liberato la propria creatività, dando vita a delle vere e proprie opere d’arte. La presentazione ufficiale dei quadri, per lo più a soggetto floreale, è avvenuta venerdì scorso in occasione di una cerimonia a cui hanno preso parte rappresentanti di Usl Umbria1, Comune di Panicale, Cooperativa sociale Seriana2000 e Tèathron Musikè (associazione culturale che ha preso parte al progetto).

“E’ per noi un giorno di festa”, ha dichiarato la direttrice del Distretto del Trasimeno Simonetta Simonetti. Il progetto ha avuto due finalità: realizzare un prodotto che abbellisse un ambiente dove trascorrono le giornate persone deboli, operatori e familiari, e mettere gli operatori di fronte ad altre abilità e opportunità relazionali. L’obiettivo di fondo è stato rimotivare il personale e incrementare gli aspetti relazionali, fondamentali per chi svolge questo tipo di servizio. “Qui vogliamo la qualità – ha sostenuto –. Un operatore che sta bene fa stare bene: assistere significa anche entrare in empatia con l’altro, rispettandone dignità e unicità”.

Questo progetto, ha aggiunto Alessandro Pedrelli Direttore tecnico della Cooperativa Seriana 2000, “ha fatto uscire l’artista che è dentro di noi: il risultato non è solo nel prodotto finale, ma sta negli occhi di chi lo ha vissuto”.

In assenza di Rita Mangano, è stato l’amico Leonardo Marletta, medico psicologo, a parlare di come si è svolta l’esperienza formativo-laboratoriale: “C’è stata una fase di osservazione e una di reinterpretazione. E’ stato un lavoro fortemente individuale fatto però in un contesto di gruppo e quindi di condivisione. C’è stato il massimo dell’espressione soggettiva all’interno di una dimensione collettiva”. A suo giudizio queste forme artistiche sono gocce di speranza.

“E’ un progetto – ha affermato il sindaco Giulio Cherubini – che dà un segnale di bellezza a una struttura di qualità ed eccellenza nell’accoglienza geriatrica. Un segnale di grande senso civico: auspichiamo che prosegua e si inserisca dentro altri progetti attivi sul territorio come quello degli Artisti in Residenza”.

Il laboratorio si è tenuto presso le Scuderie del castello di Panicale.

La cerimonia di presentazione è stata accompagnata da alcuni intermezzi musicali a cura di Tèathron Musikè, con l’intervento della mezzosoprano Rachele Raggiotti, il baritono Pedro Bomba, il basso baritono Virgilio Bianconi e Enrico Bianchi al pianoforte.

 

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