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Perugia – Castiglione del Lago. Dalla storia spunta un’altra strada che accorcia i tempi.

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Negli anni d’oro dei Della Corgna, governanti di Perugia e del Trasimeno a cavallo fra 1500 e 1600, il Cardinal Fulvio e il fratello Ascanio, fecero realizzare non solo dimore di lusso, come Villa del Cardinale a nord di Perugia, o Pieve del Vescovo a Corciano. Ma anche un’importante via di comunicazione, oggi del tutto dimenticata. Era la strada più diretta e più breve fra Perugia e Castìglion del Lago. Un tracciato quasi rettilineo e in gran parte pianeggiante che, senza passare da Magione, si diramava da Olmo verso Sud-ovest, scavalcava la collina a nord di Agello nel valico più basso e più naturale delle Gracinesche, e da Ãé sbucava sul lago all’altezza di Monte Buono. Testimone prezioso delle origini e della natura di questa viabilità, caduta in disuso probabilmente già a metà del 1600 con la fine del casato, è Giuseppe Fabretti, padre di Ariodante.

Nel suo diario magionese, annota come alcuni possidenti del capoluogo, nel 1845, chiesero alle autorità pontificie di, «migliorare la strada che passato Olmo vedesi ben larga e passa per Ponte Forcione, Gracinesche. Sferracavallo, conducendo a Castiglion del Lago». Ma non se ne fece nulla perché, spiega sempre Fabretti, il Comune di Magione e il sindacato di Agello che avrebbero dovuto contribuire alle spese, riuscirono a dimostrare che non era una strada comunale, ma «fatta dagli antichi duchi della Corgna e marchesi di Castìglion del Lago, per loro unico comodo, appellandosi secondo alcuni Strada Della Corgna».

Oggi, anche a seguito di tre interessanti mostre documentarie che hanno riscoperto le capacità politiche ed amministrative dei due fratelli Della Corgna, a Castiglione del Lago c’è chi quella strada – già citata negli Statuti del Comune di Perugia del 1279 e che sicuramente i Della Corgna rimisero in funzione – vorrebbe riaprirla, per accorciare i tempi di percorrenza verso il capoluogo. Che dietro un così imponente progetto ci sia il desiderio di rinverdire i fasti della corte castiglionese e lo stretto sodalizio con il capoluogo? I promotori che presto usciranno allo scoperto giurano che è solo un problema pratico: accorciare di dieci chilometri ed evitare l’imbuto di Magione che nelle ore di punta crea forti rallentamenti nel tratto da Casenuove all’entrata del Raccordo Perugia-Bettolle.

 

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