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Piegaro. Dove una volta c`erano bar e ristoranti ora ci sono agriturismi e bed and breakfast Rassegna stampa. Dal CORRIERE DELL'UMBRIA di Michele Marzoli

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Crolla il numero di bar e ristoranti, calano visibilmente le attività commerciali e artigianali, resta stazionario il numero di quelle industriali, aumentano gli agriturismi e i bed and breakfast. La grande recessione dell’ultimo decennio ha ridisegnato in maniera sensibile anche la mappa economica del territorio comunale di Piegare che, da un raffronto tra i dati fomiti dall’ufficio tributi e dalla polizia locale negli anni di riferimento 2007 e 2017, risulta aver investito maggiormente nel turismo, abbandonando in parte i settori tradizionali, come commercio ed artigianato, maggiormente colpiti dalla durissima crisi e dall’avanzare dei nuovi mercati.

I tremilaseicento residenti si dividono tra il capoluogo e le dodici frazioni, ma è noto che le attività lavorative si concentrano principalmente nei tre maggiori centri del territorio e quindi Piegare, Castiglion Fosco e Pietrafitta, cui si riferiscono gran parte dei dati raccolti. Nel 2007, anno pre-crisi, nel Comune operavano 15 pubblici esercizi, tra bar e ristoranti, scesi a 9 al 31 dicembre 2017, segnando così un – 40 % .

Immutato il numero di circoli: 6. Il commercio, uno dei settori più martoriati, per via del progressivo avanzamento della grande distribuzione e del mercato online, segna a Piegaro un -23,5% con un numero di attività sceso da 34 a 26 nel periodo di riferimento.

Bene le attività ricettive. Case e appartamenti per vacanze, alberghi, bed and breakfast, affittacamere e residenze d’epoca segnano un +32%, passando da 25 a 33 e si registra un sostanziale aumento anche nel settore agrituristico dove si evidenzia una aumento di strutture ricettive da 11 a 15 con un clamoroso +36%.

Il settore industriale che nel territorio vede la presenza storica di Enel e Vetreria Cooperativa Piegarese, a differenza delle altre aree regionali, tiene il passo, confermando la presenza di tutte e quattro le sue attività pre-crisi.

Male, ma non malissimo, l’artigianato, altro settore storicamente presente nel territorio comunale, che registra un calo del 16%), scendendo nel numero di attività dalle 56 del 2007 alle 45 del 2017. All’impoverimento diffuso del territorio comunale, riconducibile ne più ne meno al fosco quadro regionale, fa da contraltare la maggiore propensione dei cittadini ad investire nel settore turistico e ricettivo, favorita anche dalle politiche delle ultime amministrazioni comunali. Un segnale che , forse, traccia una possibile via d’uscita dalla lunga crisi economica che attanaglia il territorio, non solo piegarese.