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Regione. Rondini (Lega) e Meloni (Pd) alla guida della Commissione d’inchiesta contro la Mafia.  Un importante incarico per i due consiglieri regionali del Trasimeno

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 I consiglieri Eugenio Rondini (Lega) e Simona Meloni (PD), sono stati eletti, rispettivamente, presidente e vicepresidente della Commissione d’inchiesta “Analisi e studi su criminalità organizzata ed infiltrazioni mafiose, corruzione, riciclaggio, narcotraffico e spaccio di stupefacenti” nel corso della riunione di insediamento che si è svolta stamani a Palazzo Cesaroni, presieduta dal consigliere anziano Fabio Paparelli (PD).  La commissione d’inchiesta è stata votata dall’Assemblea legislativa dell’Umbria nella seduta dell’11 febbraio, su iniziativa unitaria dei capigruppo consiliari.

Dopo aver ringraziato i gruppi di maggioranza per la fiducia accordatagli, RONDINI nel sottolineare la necessità di lavorare con “concretezza e competenza”, ha ricordato la delicatezza della fase che anche l’Umbria sta attraversando da un punto di vista economico, sociale e sanitario e che, per le possibili ripercussioni che potrebbe determinare sul terreno della legalità legalità richiederà un attento lavoro della Commissione. Il neopresidente ha poi sottolineato con favore l’elezione della vicepresidente Meloni con la quale ha ricordato di aver già collaborato a livello istituzionale locale. Rondini ha precisato che occorrerà tener conto del lavoro fatto dalla passata Commissione, per una necessaria continuità istituzionale. Necessario poi dotarsi di quegli strumenti quali l’Osservatorio regionale e il comitato tecnico-scientifico utili ai fini di una maggiore qualificazione dell’attività dell’organismo di indagine.

Nel suo intervento MELONI  ha ringraziato la minoranza per averla indicata ed ha rivolto al presidente Rondini parole di stima personale, una condizione ritenuta utile quella “stretta collaborazione istituzionale, indispensabile in un ambito come quello di cui ci occuperemo”. Nel ricordare che l’Umbria non è immune da infiltrazioni e attività della criminalità organizzata e mafiosa, ha espresso  la necessità di lavorare con la massima attenzione e accuratezza, “facendo in modo che la Commissione possa diventare un punto di riferimento e confronto per istituzioni, forze dell’ordine, associazioni e magistratura  e  soprattutto per il mondo della scuola, cui andrebbe rivolta parte dell’attività perché  “la mafia teme più la scuola che la giustizia”.

“Concretezza e pragmatismo anche per dare insieme un segnale positivo agli umbri”, dovrebbero connotare secondo Vincenzo Bianconi (Misto) l’attività della Commissione. In una fase che, ha ricordato, pone tra le priorità di azione istituzionale oltre a quelle di avvio legislatura: rilancio economico e legalità, anche quella sanitaria “che potrebbe comportare un aggravamento della situazione generale e aprire maggiori spazi all’illegalità”.

Oltre che da Rondini e Meloni, la Commissione è composta da: Valeria Alessandrini, Stefano Pastorelli, Paola Fioroni-Lega; Eleonora Pace (FdI), Fabio Paparelli (PD), Vincenzo Bianconi (Misto).