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Sabato “All’ora del tè” Emma Pomilio presenta “I Tarquini: la dinastia segreta” A Libri Parlanti un romanzo storico ambientato nel VI secolo a.C.

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(AKR) “All’ora del tè” è un appuntamento ormai classico ideato e organizzato dalla libreria “Libri Parlanti Books & Coffee” di Castiglione del Lago. Sabato 19, naturalmente alle ore 17 con ingresso libero, arriva Emma Pomilio che presenta “I Tarquini: la dinastia segreta”, suo ultimo romanzo pubblicato da Mondadori. Storia e leggenda si fondono in questo bel lavoro, recensito da Corinna Pieri, che riesce a tracciare, attraverso la puntuale conoscenza delle non molte fonti disponibili, una fase storica complessa della Roma del 600 a.C.: «Una fase non del tutto chiarita, anche in quanto condita di miti, ma fondamentale perché determinò l’ascesa di quella città che da quel momento divenne inarrestabile. Con la maestria della storica rigorosa unita alla potenza narrativa, Emma Pomilio riesce a trascinare il lettore in un vortice di vicende e personaggi che, da appassionata cultrice di quelle civiltà che a Roma si incontrarono, trovo assolutamente realistici».

Emma Pomilio è una scrittrice italiana nata ad Avezzano. Laureata in lettere classiche all’università “La Sapienza” di Roma, si dedica da anni allo studio della famiglia e della società del mondo romano, con particolare interesse per l’istituto della schiavitù. I suoi romanzi sono ambientati nell’antica Roma: ha esordito nella narrativa nel 2005 con il romanzo storico “Dominus” che racconta la rivolta di Spartaco; con Il ribelle ha aperto la serie “Il romanzo di Roma” curata da Valerio Massimo Manfredi. Nel 2015 ha scritto il giallo storico “La vespa nell’ambra” ambientato a Roma durante la dittatura di Cesare. Nel 2019 è uscito “I Tarquini: la dinastia segreta” ambientato nella Roma dei Re.

Il romanzo è ambientato a Tarquinia e a Roma nel sesto secolo avanti Cristo. In occasione di una gara a cavallo, Lucumone, giovane e ancor più ambizioso mercante etrusco, si invaghisce della nobile Tanaquil, indovina e abile interprete dei segni degli dei. Dovrebbe essere condannato a rimanere un sogno impossibile il suo (Tanaquil è promessa sposa al potente principe Murinas) ma Lucumone non è abituato a rinunciare ai propri desideri, né gli mancano l’astuzia e l’abilità per realizzarli. Con un’impossibile prova di coraggio, capovolge il finale già scritto della gara, e insieme riscrive anche il destino di Tanaquil. Le conseguenze del suo oltraggio, però, non si fanno attendere, convincendo Lucumone a tentar miglior fortuna in una città vicina in forte e inarrestabile espansione, Roma. Accolto a corte, Lucumone mostra presto qualità preziosissime agli occhi di Anco Marcio, l’attuale re: straordinario intuito politico, granitica affidabilità, grandi doti militari e, dulcis in fundo, infinita disponibilità e generosità economica. Ma non tutti vedono in Lucumone, che presto cambia il suo nome nel romano Lucio Tarquinio, un potente alleato: per altri, lo straniero è solo un pericoloso concorrente alla corsa al trono, da eliminare con ogni mezzo… Nessuno può sospettare che tra le mura del palazzo si sta giocando una partita più ampia, che getta lo sguardo già oltre la generazione di Anco Marcio e Lucumone, posandosi su Macstarna, meglio conosciuto come Servio Tullio. Con la consueta, straordinaria accuratezza storica, combinata a una altrettanto invidiabile vis narrativa, Emma Pomilio ricostruisce la vera storia dell’ascesa di Lucumone, il generale etrusco che la Storia poi ci consegnerà con il nome di Tarquinio Prisco e il titolo di Quinto re di Roma, ma anche del giovane condottiero che quest’ultimo sceglie come suo erede, quel Servio Tullio che, nato schiavo, diventerà il primo tiranno della Città eterna, e dopo aver combattuto i privilegi dei patrizi in una lotta senza quartiere, aprirà la via al cambiamento, con grandi riforme che porteranno Roma a diventare una potenza nel Mediterraneo.

«Una lettura che – spiega Corinna Pieri – aldilà dell’indiscusso valore storico, utile anche per gli studenti di ogni età, ci presenta la genesi della cultura romana, proprio nel suo nascere, dimostrando quanta propulsione al progresso, quanta vitalità e quanta forza possa scaturire dall’incontro col diverso, con lo straniero, col portatore di nuove conoscenze. Quella genesi non fu esente dai tradimenti, dalle violenze più efferate, dal male, ma in essa troviamo personaggi di grande statura tra i quali svetta la principessa etrusca Tanaquil, la Sacerdotessa cosiddetta indovina, moglie di Tarquinio Prisco, una donna capace di “vedere lontano” attraverso l’analisi profonda e acuta delle vicende e dei personaggi che la circondavano, e consapevole delle conseguenze dolorose alle quali sarebbe andata incontro nell’attuare ciò che era utile alla grandezza di Roma. Congiure, guerre, tradimenti, intrighi, amore, passioni, ragion di Stato: tutto scorre velocemente tra colpi di scena e rovesciamenti di fronte. Un libro, colto e avvincente, dentro cui ritroviamo il bene e il male che si sovrappongono nell’eterna affannosa ricerca dell’armonia del convivere».