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Trasimeno. I pescatori in un comitato vogliono contare di più L'obiettivo è tutelare l'attività dialogando con chi prende le decisioni sul lago

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(Rassegna stampa. Dal Corriere dell’Umbria. Di Alice Guerrini) E’ nato il “Comitato di coordinamento dei pescatori autonomi del Trasimeno iscritti nell’albo dei pescatori di mestiere dell’Umbria”. Una realtà che ha come principale scopo, come spiegano i suoi primi iscritti provenienti da diverse zone del Trasimeno (Guido Materazzi, Andrea Sedini, Giordan Billi, Daniele Mazzetti, Giuliano Scarponi e Massimiliano Scarpocchi) nell’atto costitutivo “quello di salvaguardare i diritti dei pescatori autonomi in tutte le sedi opportune”.

Insomma, una voce unica che parli a nome di tutti coloro che svolgono la professione singolarmente, ma che non vogliono rimanere fuori dai processi decisionali che riguardano il Trasimeno. Il Comitato si farà quindi fautore di tutte quelle iniziative “volte alla tutela e valorizzazione dell’attività di pescatore autonomo”. “Ciò che ci interessa – spiega uno dei componenti del Comitato, Guido Materazzi di Castiglione del Lago – è di avere un dialogo costante con le istituzioni per capire ed essere messi al corrente delle decisioni che vengono prese in fatto di pesca al lago e perché no, esprimere anche un pensiero a riguardo”. Il documento che certifica la realizzazione del Comitato parla chiaro, la volontà è quella di “…condividere con gli associati, il sapere necessario per svolgere una pesca professionale nella consapevolezza della sua valenza culturale, ambientale, sociale ed economica. Ma anche rivendicare il diritto di essere aggiornati costantemente – continua la nota e sottolinea Mate razzi – e m maniera semplice e chiara sui vari provvedimenti dell’amministrazione regionale riguardanti la pesca. In particolare – spiegano dal Comitato – sui bandi e regolamenti per accedere ai fondi Feamp e sulle norme che regolano l’attività del pescatore, dalla cattura alla commercializzazione”.

Gli iscritti non nascondono nemmeno le loro idee propositive su questioni che ritengono centrali per lo svolgimento del proprio lavoro. “Ci interessa inoltre sollevare in sede regionale questioni riguardanti il miglioramento e l’innovazione per il settore e cosa altresì importante – conclude Materazzi – ci interessa che il Comitato possa essere un elemento di tutela per il pescatore qualora fatto oggetto di provvedimenti ritenuti inappropriati. Insomma – dice Materazzi – vogliamo che il pescatore autonomo sia una figura tenuta in considerazione e che possa essere tra i soggetti accreditati nei momenti in cui si discute di pesca e di Trasimeno nella sua gestione”.