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Un libro su Toscanini riporta in prima pagina l’omicidio del medico delle Piazze Antonio Rinaldi

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Il dottor Alberto Rinaldi fu prima medico condotto poi specialista rinomato per le malattie dell’artrite e delle ossa. Operò negli anni trenta, del ‘900,  a le Piazze, la frazione di Cetona sopra Ponticelli, sulla strada che va a San Casciano e poi all’Amiata ed alla Cassia.

In quegli anni Piazze era diventata il luogo dove arrivavano malati, anche facoltosi da tutta Italia e non solo. Tra questi anche il maestro Toscanini che ne trasse grandi benefici e che iniziò un profonda amicizia anche con la figlia del proprietario della locanda dove risiedeva nei suoi frequenti soggiorni.

Poi all’improvviso, una notte, mentre tornava dal laboratorio alla villa di famiglia, il Rinaldi fu assassinato a bastonate. Il processo portò alla condanna di due contadini della zona, ma per molti, già allora si trattò, di una indagine e di sentenza pilotata, per nascondere i veri responsabili.

Il Rinaldi innanzitutto non era fascista, in secondo luogo non usava le metodologie di cura tradizionali, ma quelle che a posteriori sono state riconosciute come prime cura di tipo omeopatico che all’epoca non erano ben viste in Italia. Non solo ma il medico delle Piazze non svelò mai a nessuno quali fossero le sue metodologie di cura e soprattutto la composizione delle sostanze che usava, e di questo alcune potenti industrie farmaceutiche non erano certamente felici.

Alcuni libri ed alcune iniziative, anche del Comune di Cetona, hanno cercato di fare luce e di valorizzare la figura del medico assassinato. Ora è uscito un nuovo libro scritto da Filippo Iannarone, edito dalla Piemme, che torna sull’argomento partendo dalla vita del grande musicista. Questo che riportiamo è la recensione comparsa sabato su “il Foglio”, a firma di Jolanda Bufalini.

*nella foto di copertina il Rinaldi è in camice bianco, Toscanini il primo a sinistra.