Home Economia e lavoro Castiglione. Il Gruppo Aurora critica la gestione dell’emergenza covid-19 e formula alcune...

Castiglione. Il Gruppo Aurora critica la gestione dell’emergenza covid-19 e formula alcune proposte concrete

Condividi

Da quarantacinque anni opera nel settore della ristorazione e della ricettività turistica: oggi il Gruppo Aurora di Castiglione del Lago critica la gestione dell’emergenza Covid-19 chiamando in causa il Governo, la Regione Umbria e l’Unione dei Comuni del Trasimeno. “Aurora Group” gestisce 3 ristoranti, 1 enoteca e un hotel a Castiglione del Lago ed un Camping Village a Magione: con circa 50 addetti tra dipendenti a tempo indeterminato e lavoratori stagionali rappresenta una delle realtà più importanti del comparto del turismo nel territorio del Trasimeno. L’azienda ha scritto una lettera aperta alle istituzioni con toni estremamente preoccupati ma anche con precise proposte per tamponare la gravissima crisi economica e occupazionale, intervenendo su alcune problematiche di stretta attualità per il settore e non solo.

«L’emergenza legata al COVD-19 pone le nostre comunità, le amministrazioni pubbliche e le imprese davanti a nuove sfide che dovranno essere affrontate con coraggio e determinazione. Abbiamo di fronte problemi da risolvere relativi alla gestione dell’emergenza e poi per affrontare il post-emergenza. Per quanto riguarda la questione occupazionale il Governo ha istituito un ammortizzatore sociale per il settore commercio e turismo che prevede l’assegno ordinario erogato dal Fondo di Integrazione Salariale (FIS) per le aziende sopra i 5 dipendenti, mentre per le aziende fino a 5 dipendenti è prevista la Cassa Integrazione in Deroga. La legge che ha istituito la FIS non prevede il pagamento da parte di Inps dell’assegno per il nucleo familiare. Questa è una stortura che va corretta. In nessuna categoria di ammortizzatore sociale è prevista tale decurtazione, nemmeno sulla NASPI. Come Aurora proponiamo di integrare l’assegno per il nucleo familiare all’interno del FIS».

Per dare una dimensione numerica dell’impatto della crisi sul nostro territorio Aurora riporta i dati di un’indagine realizzata dall’URAT a fine marzo 2020 che fotografa la situazione di 140 Imprese aderenti al Consorzio (90 ricettive e 50 ristorazione) che rappresentano più del 50% del movimento turistico sviluppato nel Trasimeno. «Questa rilevazione, anche se su un campione di poco più del 50% del settore nel territorio, fa percepire la reale dimensione del comparto turismo nel Trasimeno: 113 lavoratori assunti a tempo indeterminato alla data del 23 febbraio 2020; 77 lavoratori assunti dal 24 febbraio al 17 marzo 2020 di cui 70 con contratto stagionale a tempo determinato e 7 con contratto a tempo indeterminato; 275 lavoratori in attesa di assunzione con contratti stagionali a tempo determinato. Parliamo quindi di un totale generale di 465 lavoratori in aziende associate all’URAT».

Sulla questione della liquidità delle aziende del settore Aurora pone l’accento sul provvedimento di sospensione dei mutui fino al 30 settembre 2020 contenuto nel decreto “Cura Italia”: «Sospesa la rata, capitale e interessi, gli interessi che matureranno durante la sospensione saranno ripagati in quote, dopo il 30 settembre 2020, nel piano di ammortamento residuo. Per le utenze il Governo non ha inserito nel “Cura Italia” la sospensione della fatturazione per tutto il territorio nazionale, né eventuali riduzioni della bolletta agendo sul fronte dei cosiddetti “oneri generali”: rimane quindi la sospensione fino al 30 aprile solo per gli 11 comuni lombardi e veneti “ex zona rossa”. Il problema che noi poniamo è duplice, da una parte il pagamento di servizi pregressi, scaduti, per cui oggi è difficoltoso il pagamento a causa della mancanza di liquidità, dall’altra gli oneri che maturano da marzo in poi ad attività chiuse con un minimo di costo derivante dai consumi e parte di costi che in bolletta normalmente si trovano per allacci, iva, tasse, ecc. Sul fronte tasse locali alcuni Comuni hanno parlato di sospensione e proroghe, ma chi sarà in grado di far fronte a tutti questi costi a fine 2020/inizio 2021? Con le attività chiuse che cosa si produce, per esempio, in termini di nettezza urbana? Affitti commerciali: il decreto “Cura Italia” ha previsto il recupero del 60% del costo degli affitti degli immobili destinati ad uso commerciale del solo mese di marzo come credito d’imposta limitatamente alle categorie catastali C1».

Aurora Group passa infine alle proposte concrete: «Per i mutui chiediamo un vero congelamento: è molto discutibile far pagare i maggiori oneri finanziari alle imprese quando si chiudono le attività per decreto governativo. Sulle utenze sarebbe auspicabile il loro azzeramento, almeno per quello che concerne gli oneri accessori, ed uno slittamento dei pagamenti relativamente ai soli consumi, per i mesi di inattività. Capitolo tasse locali: serve una rimodulazione ed azzeramento delle tariffe per i mesi dell’emergenza. Affitti commerciali: occorre allargare la misura del credito d’imposta alle categorie del comparto turistico, categorie catastali D, per i mesi di aprile e maggio. Tra pochi giorni Aurora Group elaborerà alcune proposte concrete, da attuare urgentemente, per la gestione del post emergenza». (AKR)

Condividi