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La guerra dei rifiuti tra Perugia e il Trasimeno

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Che in attesa del nuovo piano dei rifiuti, piano che la Regione dell’Umbria dovrebbe definire a breve, non si sa con quale percorso partecipativo, la situazione gestione rifiuti in Umbria sia in uno stato di crisi permanente lo sapevamo, che le occasioni di regolare l’assetto proprietario delle società pubbliche fossero state perse, lo sapevamo, che ci fosse una guerra  fra società con incroci proprietari interni lo sapevamo, che si fosse addirittura arrivati a minacciare la chiamata dei Carabinieri non lo sapevamo. Per questo vogliamo pubblicare questo articolo comparso sul Messaggero di ieri che rivela il retroscena  citato e fa l’ ennesimo punto di una situazione di crisi endemica. (N.d.R)

Rassegna stampa dal Messaggero Umbria di  Lu.ben.

 La guerra dei rifiuti arriva a livelli pesantissimi. Ieri giornata calda sull’asse Tsa e Gesenu. Con la società partecipata dal Comune di Perugia che ha tentato di impedire, secondo fonti accreditate, di far scaricare tre camion con le insegne di Tsa all’impianto si selezione di Ponte Rio. Giusto per ricordare Gesenu ha una partecipazione in Tsa. Ma c’è anche una vertenza durissima tra le due società che operano nel sub ambito 2 per i cosiddetti extracosti legati ai rifiuti del Perugino che vanno fuori comparto dallo scorso dicembre. Prima per lo stop all’impianto di compostaggio di Pietramelina, poi per il blocco della discarica di Borgogiglione.

Ieri mattina tensione altissima con la Tsa che ha minacciato fuoco e fiamme (addirittura in una telefonata si sarebbe fatto riferimento alla possibilità di chiamare le forze dell’ordine)e alla fine tutto si è ricomposto: i camion hanno scaricato il loro carico che arriva dai Comuni del Trasimeno e le porte dell’impianto di selezione di Ponte Rio sono rimaste aperte.

Non è un mistero che tra Tsa e Gesenu-Gest i rapporti siano molto pesanti. La vicenda degli extracosti(una partita da cinque milioni di euro, giusto per fare un conto di massima) non trova una soluzione. Tra lettere che chiedono di rientrare e società che allertano gli avvocati. Ma anche con conti che vengono rifatti con tanto di note di credito che cambiano le carte in tavolo.

Il fatto che dentro il sub ambito 2 due società arrivano alla lite spiega come al di là delle parole, delle promesse e dei cambi di governance, sia arrivato quasi a un punto di non ritorno. Con l’Auri che fatica a fare da arbitro e il Comune di Perugia che gioca un ruolo decisivo in una partita ormai non più comprensoriale, ma che è sempre più regionale. Il fatto che viene data in dirittura d’arrivo la riapertura del compostaggio di Pietramelina e che ci sia un accordo per il trasloco dei rifiuti fino a febbraio, sembrava aver rasserenato un po’ il cielo sopra il mondo rifiuti del Perugino. Ma evidentemente i nervi sono particolarmente scoperti e non bastano più i buoni propositi e le soluzioni tampone per tenere in pedi un settore strategico che guarda con attenzione anche alle mosse della Regione sul fronte del nuovo piano.

 

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