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Stasera a “Storie di Storia” il film “In un altro Paese” Il regista Marco Turco riceverà il "Premio Storie di Storia 2018"

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Il regista Marco Turco sarà protagonista del festival “Storie di Storia” stasera al Cinema Teatro Cesare Caporali, con inizio alle ore 21. Nella sezione “Misteri della nostra Italia al cinema” proiezione del film del regista romano “In un altro Paese”, alla presenza dell’autore che verrà intervistato dal critico cinematografico Andrea Fioravanti.

Fabrizio Gifuni

A Marco Turco la giuria ha assegnato il “Premio Storie di Storia 2018“, che verrà consegnato dal sindaco di Castiglione del Lago Sergio Batino, con la seguente motivazione: «Nella sua ricca carriera da sceneggiatore e regista Marco Turco ha sempre affrontato la storia del nostro Paese, sia attraverso i personaggi che l’hanno attraversata da protagonisti come Oriana Fallaci, Lina Merlin o il cantautore Rino Gaetano, sia attraverso i misteri che per troppo tempo l’hanno contraddistinta, come la “lotta armata” e la mafia. Nel far questo ha utilizzato tutti i mezzi espressivi del racconto per immagini, dai film, alle serie televisive, passando per i documentari. In particolare vogliamo ricordare lo splendido “In un altro Paese”, un film documentario che, senza sconti e con una straordinaria lucidità narrativa, porta alla luce gli intrecci tra la politica e Cosa Nostra, dagli anni settanta fino ai nostri giorni. Il riconoscimento sottolinea dunque l’importanza del suo film ma non dimentica il suo percorso artistico e personale».

“In un altro Paese” è un film italo-francese del 2005 scritto da Alexander Stille, Marco Turco e Vania Del Borgo, vede protagonista l’attore Fabrizio Gifuni come voce narrante. Attraverso documenti e testimonianze inedite rese al giornalista statunitense Alexander Stille con il suo libro “Excellent cadavers: the Mafia and the death of the first italian Republic”, e con le immagini della foto-giornalista palermitana Letizia Battaglia, Turco ripercorre il bollettino di guerra dei cadaveri eccellenti della mafia siciliana, dal dopoguerra ai giorni nostri, ed esamina le presunte relazioni tra Cosa Nostra e il sistema politico italiano della prima repubblica. Incentrato sulla storia del maxi-processo di Palermo, il più grande processo anti-mafia mai celebrato, narra la storia di una grande vittoria nella lotta contro la mafia, e di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i due magistrati che l’hanno resa possibile. La forza di In Un Altro Paese sta proprio nella capacità di ricostruire, a monte di un’attenta analisi delle più disparate fonti pubbliche, l’altalenanza tra il potere mafioso e quello politico, storicizzandola. Ma come reagisce il Paese natale della più grande organizzazione malavitosa del mondo? Questo è il punto di vista attraverso il quale Stille ripercorre gli eventi sul testo e Turco li mette in scena, aggirando così qualsiasi rischio di strumentalizzazione: chiedersi come e quando il Paese ha reagito. In Un Altro Paese è, dunque, un film con “documenti alla mano”; accattivante per tematiche e tempi di narrazione, nonché meritorio per la tecnica, considerato il copioso rimpasto tra materiale audiovisivo, originale e d’archivio e il necessario utilizzo di numerose, terribili fotografie, e l’indiscutibile coraggio dimostrato. A testimonianza di ciò, il coinvolgimento di ben sei Paesi, tra produttori e finanziatori, che hanno abbracciato e finanziato il progetto. Un film che risveglia il senso dell’onore (quello vero), della dignità e della giustizia dei tempi in cui l’Italia intraprese la strada per sconfiggere definitivamente la mafia, e lo fa con la naturalezza del risveglio da un sogno, i cui ricordi sono offuscati dalle chiacchiere tanto care al nostro “Bel Paese”. Presentato in concorso al 59esimo Festival Internazionale del Cinema di Locarno nel 2005, il film ha vinto la 46esima edizione del Festival dei Popoli di Firenze.

Marco Turco è un regista e sceneggiatore italiano che ha raggiunto il successo grazie a un buon numero di interessanti documentari e fictions. Nato a Roma il 28 luglio 1960, Marco Turco si laurea in Storia e Filosofia e segue i corsi di sceneggiatura di Ugo Pirro, Leo Benvenuti e Rober McKee, nonché la scuola di recitazione di Aldo Giuffré. Parallelamente, comincia a scrivere articoli di genere cinematografico per “L’Unità” e la rivista “Movie”. Dopo essere stato l’aiuto regista di Tonino Valerii, Franco Giraldi, Damiano Damiani e Gianni Amelio, esordisce alla regia con i cortometraggi “La sveglia” (1994) e “Coincidenze” (1995), vincendo per quest’ultimo il premio per il miglior cortometraggio italiano al Capalbio Cinema. Dai corti passa ai documentari, ad alcuni video e spot commerciali e solo nel 1998, debutterà come regista di un film a soggetto con “Vite in sospeso”, ma sarà anche uno degli sceneggiatori che affiancherà Roberta Torre alla stesura del suo film “Tano da morire”. Dall’omonimo romanzo di Younis Tawfik, dirigerà invece “La straniera” (2005) e poi un biopic su Oriana Fallaci. Passerà al piccolo schermo per la fiction Rino Gaetano “Ma il cielo è sempre più blu” per la Rai e “C’era una volta la città dei matti…” con Fabrizio Gifuni e Vittoria Puccini, biopic televisivo dello psichiatra Franco Basaglia, che otterrà il Silver FIPA al Biarritz International Festival of Audiovisual Programming. (AKR)