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Voragine nei conti della Montana

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Rassegna Stampa. Dalla Nazione Umbria. Sul conto finale c’era attesa da mesi. Nelle scorse ore è arrivato «il verdetto» del liquidatore. La Comunità Montana Associazione dei Comuni Trasimeno-Medio Tevere al 31 dicembre del 2016 ha presentato un disavanzo di bilancio pari a 4 milioni e 846 mila euro. A questo ingente «buco» vanno aggiunti i mutui contratti, verso la Cassa Depositi e Prestiti e altri istituti di credito per 10 milioni e 607 mila euro. E per fare un quadro preciso va anche chiarito che nella parte di bilancio alla voce «entrate» sono stati iscritti residui per 3 milioni e 228 mila euro che potrebbero non rientrare mai in cassa.

Si tratta di una partita legata alla fornitura di servizi di manutenzione del verde – si legge nella nota che il liquidatore Domenico Rosadi ha inviato alla Regione, ai direttori e a tutti i Comuni dell’associazione – verso il Comune di Perugia, per circa 663 mila euro, ma non riconosciuti dall’Ente di Palazzo dei Priori e di una questione legata ad un decreto ingiuntivo di pignoramento delle quote della società «Collebello» per oltre 2 milioni e 500 mila euro. E’ sommando tutte queste voci che si ottiene una cifra che supera i 20 milioni di euro tra deficit, indebitamento e possibili mancati introiti.

E’ scritto chiaramente: «un quadro finanziario molto critico, in cui le risorse derivanti dalle eventuali alienazioni patrimoniali non saranno in grado di ripianare completamente le passività accumulate nel corso degli anni dall’Ente». In altre parole, non basterà vendere i gioielli di famiglia per disfarsi dei debiti. Anche perché incidono la crisi del mercato immobiliare e la proprietà del Vivaio di Pietrafitta (interessato dall’inchiesta su ceneri e rifiuti) che, è ricordato, «si trova ricompreso in un’area potenzialmente giudicata di grave compromissione ambientale». E adesso la parte più spinosa, chi pagherà i debiti?

La legge è chiara, «al termine della liquidazione i rapporti giuridici non estinti sono trasferiti in capo ai Comuni che costituivano la Montana e all’Agenzia Forestale—eventuali ulteriori situazioni debitorie restano a carico dei Comuni (o del Comune) che hanno concorso a determinarle». Tradotto, le amministrazioni comunali potrebbero essere chiamate a rifondere i debiti.

I sindaci avrebbero già alzato «barricate»: sarà l’argomento dell’incontro urgente convocato dal Liquidatore per il 9 agosto per definire «i criteri condivisi per la ripartizione del debito».

 

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